Un, due tre, via!


Un, due tre, via!

Progetto finanziato ed approvato da Fondazione per il sud

per promuovere processi di cittadinanza attiva

 

I percorsi presentati all’interno del progetto mirano all’instaurarsi di buone prassi di cittadinanza attiva. Si intende mirare alla disseminazione di riflessioni e sguardi critici sui processi di negazione ed affermazione della legalità.

Principio chiave, fortemente voluto ed inserito in tutte le azioni del progetto, è la presa in carico di responsabilità  da parte dei soggetti coinvolti nel piano di azione, al fine di innescare processi di cambiamento autorigeneratisi tramite il ripetersi (anche oltre la durata del progetto) di atteggiamenti  radicati e di occasioni di incontro centrate sul senso critico dell’agire civile.

Affinché ciò possa accadere, è necessario tessere circoli virtuosi di comunicazioni ed intenti, tra istituzioni educative differenti che agendo sinergicamente possano rispondere al bisogno tutto pre- adolescenziale ed adolescenziale di “capire e agire”. Nell’intento di costruire le azioni del progetto, tenendo presente  quanto premesso, tutte le azioni dell’incontro costituiscono  tappe che immettono  i soggetti sulla strada che porta dal percepirsi come oggetto delle azioni di formazione al divenire soggetto protagonista di cambiamenti all’interno del reale.

Ciò rende l’idea e la mission del progetto parte  integrante di un’idea di vivere civile che va al di là del progetto stesso. Proprio per l’importanza rivestita dalla realizzazione del progetto, attenzione e professionalità saranno rivolte alla proposta di eventi formativi qualificanti e professionalizzanti per gli operatori ed i formatori coinvolti nel progetto.Tali figure saranno i punti di forza e i garanti della qualità delle azioni , nonché le figure coinvolte nelle azioni laboratoriali rivolte ai giovani. A ciò si aggiunge il coinvolgimento professionale e al contempo professionalizzante di classi un istituto superiore professionale per la formazione di operatori socio-culturali. Costoro seguiranno tutte le tappe (sino alla valutazione del progetto stesso) del percorso formativo esperienziale.

I giovani in questione saranno individuati all’interno del target che ruota intorno a  associazioni, cooperative e scuole che svolgono le loro attività in quartieri a rischio di dispersione scolastica ed ad alto livello di disagio, relazionale economico e culturale, difficilmente  percepito dai soggetti stessi (per un totale di 5 realtà: Paternò, Acireale e Catania nei seguenti quartieri:San Cristoforo, Librino, Monte Po). Le azioni laboratoriali verteranno sui temi della cittadinanza attiva fondata sulla costituzione di rete tra i cittadini. Successivamente, nell’ottica dell’elaborazione e della realizzazione, di strategie d’azione “semplici”tra le pieghe del quotidiano vissuto e percepito , si provvederà ,in compagnia degli stessi adolescenti che hanno seguito i laboratori, ad avviare una ricognizione del territorio al fine di documentare qualità della vita,servizi disservizi, integrazione e discriminazione di realtà culturali varie, azioni verso i targets deboli.

Da questa azione deriverà la stesura di una mappa contenente le rilevazioni. A questa mappa si darà ampia diffusione nelle realtà domestiche ed istituzionali presenti nel quartiere.Ciò avvierà processi di informale passaparola  tra i targets non direttamente coinvolti.

Contemporaneamente si provvederà all’elaborazione di materiale informativo e divulgativo al fine di disseminare gli obiettivi prefissati e raggiunti, la metodologia partecipativa, i livelli di coerenza tra gli obiettvi e gli strumenti preposti  a raggiungerli, la relazione di coerenza, di corrispondenza e di utilità, percepità, tra laboratori ed esigenze-bisogni-aspettative degli abitanti del quartiere.

Ultima azione del progetto sarà  la messa in rete delle mappe-ricognizioni, tramite tour organizzati nei quartieri coinvolti dalle azioni precedenti.Ogni quartiere coinvolto dalle azioni laboratoriali si costituirà in un gruppo-guida che condurrà i ragazzi degli altri quartieri nella visita delle  “illegalità e delle legalità” dei luoghi quotidianamente vissuti.

Beneficiari

Il progetto intende coinvolgere direttamente una fascia di adolescenti di età compresa tra i 12 ed i 16 anni. Nelle scuole, per  le medie inferiori questo corrisponderà alle seconde terze classi, per le scuole  medie superiori al biennio.

Nella volontà di agire sia all’interno delle scuole che delle associazioni è contenuto l’impegno a guardare a due aspetti possibili della dispersione scolastica, infatti, all’interno delle scuole si agirà sugli adolescenti ad alto rischio di dispersione ma pur ancora frequentanti, all’interno delle associazioni si avrà la possibilità di raggiungere gli a adolescenti che vivono una condizione di abbandono scolastico già conclamata ed attuata.

Dunque, il progetto identifica due tipi di target adolescenziali all’interno del fenomeno dispersione.

Altra  azione di  progetto è la formazione dei formatori che vede come target diretto (o beneficiari intermedi), gli operatori delle associazioni al fine di raggiungere come target-interlocutore e imprescindibile proprio la fascia di adolescenti indicata.

Come target indiretto si individuano tutta quelle fasce di popolazione immediatamente coinvolte dall’azione verso gli adolescenti: si fa riferimento a genitori, coetanei adolescenti raggiunti da “passaparola”e relazioni quotidiane, docenti e operatori di classi e associazioni non coinvolti nel progetto. Si intende dare estrema diffusione dei dati elaborati dai ragazzi anche presso enti,comuni,giornali locali,radio di quartiere già presenti in alcune delle realtà associative coinvolte.

Proprio per il ruolo riservato agli adolescenti, che passeranno dal ruolo di fruitori  di laboratori al ruolo di guide turistiche, si ritiene rilevante evidenziare come il target diretto si trasformerà in soggetto promotore di educazione tra pari, ampliando il raggio e l’efficacia di sensibilizzazione verso il  target indiretto.

Tra i destinatari di sistema si individuano: dirigenti di istituzioni  ed attori sociali ed economici del territorio.Si prevede di coinvolgere altre scuole,consigli di quartiere,Ufficio scolastico Regionale tramite la diffusione dei dati raccolti dal progetto e l’informazione sull’evoluzione del progetto.

I riferimenti pedagogici

I riferimenti pedagogici sono attinti dalla metodologie centrate sulla persona. Si pensi ai processi di acquisizione del potere personale di C. Rogers, allo studio delle relazioni che intercorrono tra bisogni-motivazione di A. Maslow, all’apprendimento come pratica della libertà di D.Dolci, alla consapevolezza del potere e della stima come tappa dell’agire sociale di W. Reich, alle pratiche di gestione dei “nodi illegali”  e delle pratiche di “attivizzazione”  del pensiero-azione del corpo, nella pedagogia degli “oppressi” di Boal e Freire.

Per maggiore coerenza del progetto, si è ritenuto che anche i processi di valutazione in itinere, intermedi e finali saranno condivisi con gli adolescenti coinvolti nel progetto, immaginando durante i laboratori un modulo in cui si individuano gli indicatori di successo (metodologici e per obiettivi) del progetto. La metodologia, ispirata alle direttive della commissione europea, prevede un’attenzione alle pratiche volte all’instaurarsi di rapporti paritari tra adulti (docenti o operatori di progetto), ragazzi e ragazze, adolescenti già coinvolti in altri progetti ed adolescenti che si affacciano per la prima volta a questo tipo di progetti.