Festa dell’Unità 2016: Non ha senso reprimere il dissenso!


Sentiamo il bisogno di esprimere il nostro dissenso rispetto alle pratiche repressive andate in scena nellagramsci-arci città di Catania in occasione dell’inizio della Festa dell’Unità 2016. Apprendiamo da fonti dirette di arbitrarie identificazioni operate ai danni di studenti medi circondati da macchine delle forze dell’ordine, di cittadini a cui è stato reso ostico l’ingresso alla festa, insegnanti (e tra loro anche alcuni soci Arci) identificati prima di entrare a Villa Bellini.

Ci chiediamo se sia davvero questo lo spirito con cui iniziare una “festa popolare”, ci chiediamo se sia davvero questo il modo migliore per aprire 15 giorni di dibattiti su temi importanti che segneranno il cammino del nostro Paese nei prossimi anni.  Scriveva Gramsci:

“Lo studentucolo che sa un po’ di latino e di storia, l’avvocatuzzo che è riuscito a strappare uno straccetto di laurea alla svogliatezza e al lasciar passare dei professori crederanno di essere diversi e superiori anche al miglior operaio specializzato che adempie nella vita ad un compito ben preciso e indispensabile e che nella sua attività vale cento volte di più di quanto gli altri valgano nella loro. Ma questa non è cultura, è pedanteria, non è intelligenza, ma intelletto, e contro di essa ben a ragione si reagisce”.

Se a Catania gli esordi della festa del Giornale che proprio Gramsci ha fondato hanno il gusto esclusivo degli addetti ai lavori mentre al popolo è riservato il piatto povero della subalternità ebbene, con ragione, sentiamo il bisogno di dissentire e di chiedere pubblicamente un cambio di passo.

Arci Comitato Territoriale Catania

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *