“Ma che spazio mi rappresenta?” – Dicono di noi…


Giovedì 29 Novembre 2012 Catania (Cronaca) Pagina 33

Strutture e socialità. L’Arci ha illustrato ieri pomeriggio il progetto «Ma che spazio mi rappresenti?» finanziato dalla Ue

Samantha Viva
Gli spazi giovanili per la socialità sono un problema spinoso e datato. Mancano le strutture capaci di accogliere i giovani e in molti casi si è talmente distanti da una cultura di aggregazione rivolta al sociale, da non riuscire nemmeno a qualificare in maniera adeguata il concetto di cosa sia un centro giovanile. Su questa tematica adesso c’è un progetto dell’Arci Catania, che vuole coinvolgere i giovani tra i 18 e i 25 anni per inserirli all’interno di un laboratorio dal titolo accattivante e provocatorio: «Ma che spazio mi rappresenta? ». Per questo progetto, portato avanti anche in altre regioni d’Italia l’Arci Catania ha già ricevuto una sovvenzione dell’Ue, vincendo un bando nell’ambito del programma “Youth in Action – Azione 5.1” rivolta proprio alla promozione di incontri di giovani e responsabili per le politiche della gioventù. «Il nostro intento – ha chiarito uno dei coordinatori del progetto, Giuseppe Bordonaro – è quello di rendere i giovani più responsabili della socialità permettendo loro, attraverso il dialogo, di individuare quali progetti possono nascere nell’ambito della cittadinanza attiva, o nello specifico individuando come far nascere degli spazi di incontro culturali, insomma per creare dei soggetti attivi con cui si possa instaurare un confronto diretto su tematiche importanti». Il primo incontro si è svolto ieri, nella sede dell’Arci Catania, in Piazza Carlo Alberto 47, e ha visto la partecipazione di diversi giovani. Insieme a Giuseppe Bordonaro anche Rosario Rossi, da diversi anni attivo nel mondo del volontariato e responsabile dei rapporti con le altre Regioni, hanno approfondito le tematiche della socialità e degli spazi aggregativi a Catania, che è più una storia di assenze sul territorio che non di presenze, a parte alcune eccezione come il Gapa, l’Auro, e altre piccole isolate realtà. Nonostante in Italia il fenomeno abbia delle radici storiche antiche, con le prime Case del popolo, con le Commissioni giovanili, costituitesi nel 1961 e poi con l’exploit dei Cag (centri di aggregazione giovanile) negli anni Ottanta e sebbene in Italia, nel 2000 si contino ben 900 progetti Cag di questo tipo il fenomeno sembra del tutto assente in Sicilia. Secondo le stime di Bordonaro «A Messina, dove dovrebbero essere attivi 8 Cag, il Comune ha deciso di chiuderli tutti per mancanza di fondi». Dalla sala uno dei presenti racconta che c’è un Cag anche a Gravina, ma anche questo destinato a chiudere per lo stesso motivo: «Non è un problema facile da risolvere – racconta Rossi – visto che ho trovato un volantino del ’93 in cui sollevavamo praticamente gli stessi problemi di oggi». Il riconoscimento del progetto anche in ambito europeo potrebbe però essere la chiave di volta per cominciare a parlarne più seriamente «Questo è stato solo il primo incontro – ha sottolineato il coordinatore del progetto – adesso struttureremo insieme ai ragazzi un calendario articolato di incontri, in maniera da avere un piano di lavoro ben definito». Si terrà infatti in un periodo compreso tra il 15 e il 18 marzo, proprio a Catania, l’incontro nazionale conclusivo, a cui parteciperanno le altre associazioni coinvolte in tutta Italia per scambiarsi le esperienze. «Ci auguriamo – conclude Rosario Rossi – di avere un dialogo aperto anche con i rappresentanti delle istituzioni, che inviteremo ai nostri incontri»Per partecipare basta inviare una scheda di iscrizione a training@arcicatania. org, oppure chiamare il numero 0958207675.29/11/2012

www.arci.it

Altre notizie dai circoli – 27 novembre 2012

Ma che spazio mi rappresenta?

Mercoledì 28 novembre, a Catania in piazza Carlo Alberto 47, dalle ore 18, parte il primo laboratorio del progetto Ma che spazio mi rappresenta? Il laboratorio si concentrerà sulla questione degli spazi giovanili per la socialità, per la cultura, e per la creatività.

I dieci incontri del laboratorio catanese, che vedrà il coinvolgimento dei responsabili delle politiche giovanili a livello locale, proporranno un’attività di mappatura degli spazi e delle esperienze di partecipazione giovanile nella città, da realizzarsi principalmente mediante videoinchieste. Un’attenzione particolare verrà riservata alle modalità di gestione e al rapporto con le istituzioni, lungo un percorso concreto che porterà alla presentazione di istanze al comune per la gestione di spazi da destinare a centri di aggregazione e alla stesura finale di un progetto elaborato e condiviso dai partecipanti. Il laboratorio è destinato a giovani interessati di età compresa orientativamente tra i 18 e 25 anni. Il progetto si terrà in contemporanea anche in Lombardia, Piemonte, Toscana, Lazio e Puglia, attraverso le associazioni partner coinvolte.

info: catania@arci.it

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