Comunicato stampa sui fatti del Cara di Mineo


Lo scoppio delle gravi violenze nel centro di accoglienza di Mineo avvenuto la sera del 26 luglio e proseguite il giorno successivo hanno fatto emergere chiaramente e pubblicamente quali sono stati i motivi del dissenso alla sua apertura e l’ostinazione nel chiederne la chiusura.

lo scoppio improvviso della rivolta ha colto di sorpresa le autorità locali evidenziando chiaramente l’impreparazione e l’approssimazione della gestione del centro. la rivoltsa ha messo in serio pericolo l’incolumità stessa dei rifugiati, delle donne, dei bambini ed i soggetti vulnerabili presenti nonché degli stessi operatori presenti.

La bomba ad orologeria che nel corso dei precedenti mesi abbiamo denunciato con forza e vigore pare stia esplodendo davanti agli occhi di tutti. Quello che viene definito il villaggio della solidarietà si rivela un luogo insicuro per gli stessi rifugiati in cui l’incapacità e la superficalità di gestione non fa altro che alimentare anche gli scontri e le tensioni ance fra le stesse comunità presenti nel centro che innanzi alla disinformazione sulle procedure e sui diritti riacutizza scontri e rivalità fra gruppi nazionali.

nel centro mancano figure professionali adeguatamente formate in grado di garantire una corretta informazione legale, orientamento sociale, ma sopratutto mancano mediatori linguistici figure fondamentali in grado di garantire un pinte di collegamento fra realtà diverse.

i richidenti asilo che hanno avuto il rigettata la domanda di protezione internazionale viene reso difficile anche il ricorso all’autorità giudiziaria al fine di poter presentare idoneo ricorso.

E’ stato più voilte segnanato alla Commissione Territoriale che esamina i casi di protezione internazionale di sospendere la notifica dei provvedimenti di rigetto durante i mesi di luglio ed agosto vista l’assenza di legali all’interno del centro ed attesa l’assenza di professionisti in grado di fornire per come previsto dalla legge idoneo supporto legale al fine di poter presentare ricorso, ma la richiesta no è stata presa in considerazione.

il centro di Mineo rimane una polverie in grado di riesplodere da un momento all’altro per quensto chidechiamo che venga immediatamente chiuso e che possano essere poste in essere le esperienze di intergrazione virtuose già avviante in vari comuni italiano, occorre che l’accoglienza dei rifugiati avvernfga con un giusto rapporto fra strutture di accoglienza e servizi nel terrotorio. occorre garantire servizi di informazione, ssuppoorto ed assitenza legale e sociale nel risapetto delle normative comunitarie.

ARCI CATANIA

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