Proiezione de Il Sangue Verde


LUNEDÌ 11 APRILE AL CINEMA KING IN VIA DE CURTIS, 14 (CATANIA)
PROIEZIONE DEL FILM “IL SANGUE VERDE”
SARÀ PRESENTE L’AUTORE ANDREA SEGRE
LE PROIEZIONI AVVERRANNO ALLE 19.00 , ALLE 21.00 E ALLE 22.30

Rosarno, Calabria, gennaio 2010. Gli immigrati africani scendono in strada per manifestare contro chi, dopo averli sfruttati, li minaccia o addirittura li uccide. Hanno paura. Qualcuno non ha il coraggio nemmeno di manifestare: solo il rumore dei petardi gli riporta alla mente la guerra da cui è fuggito, figuriamoci gli spari veri. Ma il governo italiano dice il contrario, afferma pubblicamente che sono loro a far paura e li cos…tringe alla diaspora.
Andrea Segre, da sempre sensibile all’appello dei migranti, forse anche per le origini padovane, va a cercarli per restituire loro la parola. Ecco allora i racconti di chi, arrivato in Italia convinto che fosse il paradiso si è ritrovato all’inferno, a dormire per terra, a rischio di congelamento, dopo aver lavorato 10 o 14 ore a raccogliere arance per un euro a cassetta. Le persone che il documentario sceglie di seguire, lungi dall’essere marziani dal sangue di diverso colore, sono uomini istruiti, passati dalla padella alla brace, schiavi che sanno di esserlo, ridotti così dalla crisi dei più ricchi, che non sono nemmeno liberi di tornare a casa, perché non possono certo farlo a mani vuote. Il messaggio è immediato: sembra roba d’altri tempi e di un altro mondo, invece è “cosa nostra” (la ‘Ndrangheta impera), qui e ora.
Cinema dell’urgenza ma non per questo della fretta, il lavoro di Segre bada alle immagini quanto alle parole, privilegiando, anche per le prime, la loro natura di documenti, di dimostrazioni, di prova sul banco degli imputati e se un processo non c’è invece ci dovrebbe essere, che il cinema serva anche a questo. Trenta caporali di Rosarno sono stati arrestati, che sia solo l’inizio.
Il pregio più grande del film, però, non si trova nella profondità del discorso quanto nella profondità di penetrazione che la videocamera del regista raggiunge, nel suo arrivare davvero dentro le singole storie e le singole vite, aderendo senza interferire, e senza fermarsi sull’uscio, come fa l’indagine televisiva, anche la migliore. Non è un lavoro di scavo né di invenzione strutturale, ma è cinema onesto e partecipato.

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