La lettera di Rosario – volontario SVE 1


Siamo contenti quando troviamo una lettera di un nostro volontario che fa il Servizio Volontario Europeo in Belgio, in cui lui volantino-sportellocondivide la sua esperienza e delle emozioni belle. Vogliamo condividerla anche con voi. E vi informiamo, che se volete avere la stessa esperienza potete venire nella sede di Arci Catania ogni martedì mattina (11:00 – 13:00) o giovedì pomeriggio (17:00 – 20:00) e noi, insieme a voi, possiamo trovare un progetto interessante ed aiutarvi con tutta la preparazione. Adesso vi invitiamo a leggere la lettera di Rosario, che spiega meglio cos’è lo SVE e ci racconta la sua esperienza all’ estero. 

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Buongiorno a tutt*!

Sono Rosario, e scrivo da March-en-Famenne, una piccola città in una zona rurale del Belgio francofono, sono qui perché sto svolgendo il Servizio Volontariato Europeo (SVE). Tutto è nato lo scorso anno, quando tramite l’Arci conobbi l’esistenza di questa realtà, iniziai dapprima a fare ricerche e a documentarmi, nel frattempo seguivo gli incontri mensili che l’Arci svolgeva per ciò, finché poi un giorno presi finalmente coraggio, e cominciai a cercare i progetti che più mi attraevano attraverso i database europei, parallelamente iniziai anche a scrivere la mia “motivation letter” e il cv mediante il supporto dell’Arci.

Dopo alcune mie candidature, arrivò finalmente la mail che aspettavo, di un associazione belga che mi chiedeva un colloquio Skype, quest’ultima si occupa di arte e cultura attraverso l’integrazione dei migranti e dei bambini provenienti da famiglie in situazione economica svantaggiata. Dopo un breve colloquio in cui ci siamo confrontati fui scelto, fu una grande emozione, attesi alcuni mesi in cui l’Arci e l’associazione belga (Miroir Vagabond) completarono le pratiche formali, finché poi il 3 Ottobre mi sono imbarcato per Bruxelles, e adesso come avevo poco fa ribadito sono in Belgio.

rossarioA March-en-Famenne fin adesso mi trovo molto bene, è normale che all’inizio per me non è stato affatto semplice (ma nemmeno così difficile) ammetto che il clima è stato un po’ uno shock, in parte anche il cibo lo è stato, ma piano piano mi sto abituando. È infatti un’esperienza unica e che responsabilizza molto sotto tanti aspetti.

Io vivo insieme ad una Signora, che ha siglato un contratto con la mia associazione, in questa casa è come se fossi realmente a casa mia, infatti io ho la mia camera personale, le chiavi di casa e soprattutto non ho restrizioni particolari negli orari, qui ho cominciato a cucinare per me stesso, ad essere ordinato e soprattutto a fare la spesa. Il mio lavoro si svolge principalmente tra il lunedì e il venerdì, per adesso dal lunedì al mercoledì (dalle 09:00 alle 12:00) seguo le lezioni di francese in una biblioteca, insieme ad alcuni rifugiati che vivono in un centro migranti non molto distante, poi dalle 12:00 alle 14:00 rientro nella mia associazione per il pranzo in comune, e poi ricomincio dalle 14:00 alle 16:00 in aspetti più o meno “burocratici” attraverso meeting o riunioni, invece il giovedì e il venerdì sono i giorni in cui mi occupo del tema principale del progetto, infatti sono insieme ai migranti, e aiuto loro nell’integrazione, spiegando come funziona lo Stato belga, sotto l’aspetto sociale e civile in generale.

Il sabato e la domenica sono giornate libere, tranne eccezioni, in cui poi però recupero le ore in più che ho fatto con altrettante ore libere, io qui percepisco i soldi per il mio vitto (175 euro) e il pocket money (110 euro) da spendere come voglio, come tutti i volontari ho un’assicurazione sanitaria (Cigna), il trasporto locale pagato da Miroir Vagabond, presto avrò pure una bici.

Il mio bilancio fin adesso è positivo, ho trovato un organizzazione in cui sto bene e mi sento a mio agio, grazie alla associazione ho avuto modo di visitare gratuitamente anche Bruxelles per la formazione dei volontari SVE presenti sul territorio belga, Namur per una manifestazione contro la povertà e una parata delle lanterne e infine persino Parigi dove si svolgeva la medesima parata delle lanterne con un’associazione francese partner della mia, ho cominciato tra l’altro a fare nuove amicizie con altre persone esterne alla associazione, e sto imparando passo dopo passo ad imparare il francese, e soprattutto tutto ciò credo che mi stia migliorando come persona. È senza dubbio una scelta che rifarei, e che consiglio!

Rosario


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One thought on “La lettera di Rosario – volontario SVE

  • Sandra

    bellissimo articolo e splendida esperienza….e se può interessarvi imparare il francese tramite Skype, una mia amica sta seguendo un corso di Francese con tutors madrelingua, e dice che sta imparando moltissimo anche a livello culturale….ecco il link se può interessarvi https://preply.com/it/francese-su-skype…saluti a tutti….