Trame di Genere, un laboratorio teatrale e San Berillo


TRAME DI GENERE / LABORATORIO DI TEATRO SOCIALE sulle identità e relazioni di genere nel quartiere San Berillo di Catania.

Tenuto da Mariagiovanna Italia e Luisa Sannella

Il laboratorio utilizza la metodologia del Teatro Sociale per far leva sulle risorse creative, espressive e teatrali di tutti, pur non essendo attori. L’obiettivo da raggiungere è est-etico, in quanto mette al centro un processo di costruzione di relazioni di comunità per mezzo della comunicazione creativa e intende la performance come testimonianza sociale. Con il coinvolgimento degli abitanti del quartiere San Berillo e attraverso il linguaggio del corpo, della voce, del movimento, della parola, si esplorerà il tema dell’identità e delle relazioni di genere, operando non per abolire le differenze omologando, ma al contrario per guardarle e enfatizzarle creando ponti reali e creativi fra le persone.

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COS’ È IL TEATRO SOCIALE: Il Teatro Sociale nasce negli anni Novanta dall’evoluzione di differenti movimenti e ideologie teatrali che si sono distaccati dalla dimensione più accademica del teatro, dirigendosi verso la società e i suoi bisogni.

La teoria del Teatro Sociale attinge sia alla storia del teatro sia ai Performance Studies e la sua pratica prende ispirazione e acquisisce le metodologie dal Nuovo Teatro, dall’Animazione Teatrale e dalla Teatroterapia. L’approccio è tuttavia differente: il Teatro Sociale, attraverso un processo maieutico e polisemico, è finalizzato alle possibilità espressive per tutti e non al professionismo. In quest’ottica, il teatro non è prerogativa di alcuni, i più inclini o i più dotati, ma è un’attività che può coinvolgere chiunque, compreso i professionisti del settore (diceva Boal: «Tutti possono fare teatro… anche gli attori…» [Boal, 1977]).

Nel Teatro Sociale lo scopo non è dunque il risultato estetico fine a se stesso, ma il processo che costruisce relazioni per mezzo della comunicazione creativa: l’estetica è un mezzo e non soltanto un fine. Il Teatro Sociale è incentrato pertanto sull’integrazione di processo e prodotto, non sulla sola produzione di spettacoli. Il meccanismo rappresentazionale del teatro è difatti diverso da quello relazionale del Teatro Sociale, nel quale la drammatizzazione è vissuta come uno scambio e la performance serve a creare relazione tra attori e pubblico. Inoltre, gli eventi performativi non sono replicabili, ma rappresentano un’esperienza unica vissuta dal gruppo che li realizza, trasformano la vita in dramma, attingendo a una drammaturgia d’esperienza legata al vissuto, al sapere, all’immaginario, individuale e collettivo. Il Teatro Sociale annulla la figura dello spettatore estetico, lo spettacolo finale re-cita un’esperienza di crescita irripetibile che il gruppo restituisce ad una comunità di riferimento. Il pubblico è partecipe perché l’esperienza performativa lo riguarda direttamente. In tal senso, il Teatro Sociale è il teatro veramente necessario e ha un fondamento etico in cui la performance è vissuta come testimonianza sociale.

Questa pratica performativa, che sostiene la costruzione di relazioni umane, riconosce e valorizza le risorse creative, espressive e teatrali che ogni individuo possiede, è un teatro per la comunicazione e la partecipazione. Favorisce processi di empowerment personale e di gruppo e, lavorando con gruppi eterogenei, opera non per cancellare e abolire le differenze al loro interno, verso un’idea di comunione omologante, ma al contrario enfatizza le differenze e crea ponti fra gli individui, facilitando un circolo di incontri e scambi reali.

È una pratica che promuove il teatro quale strumento di azione socio-culturale attraverso la messa in opera di laboratori, performance e ritualità che tendono alla cura e alla qualità delle interazioni sociali. Il Teatro Sociale non è terapia, ma cura della persona, delle relazioni, della comunità. Permette di affrontare una problematica o tematica comune, promuovendo una tensione attiva alla partecipazione collettiva e consapevole. È un teatro per il cambiamento: facilita individui, gruppi e comunità nell’incontrare i loro bisogni, nel migliorare e superare situazioni di malessere. L’ideazione di un intervento di Teatro Sociale nasce dal riconoscimento di un’urgenza presente nel gruppo o nella comunità con cui si intende lavorare.

Essendo formato da una pluralità di processi creativi e di modelli drammaturgici, il Teatro Sociale è un teatro ‘in traduzione’: traduce le competenze teatrali rispetto al contesto culturale in cui opera, utilizzando il linguaggio del corpo e tutto lo strumentario che deriva dal mondo del teatro, per coniugare gli aspetti relazionali con quelli artistici. Il Teatro Sociale è arte che si fa metodo.

 

DURATA DEL LABORATORIO: 50 ore annuali che prevedono la realizzazione di una performance all’interno del quartiere San Berillo, finalizzata alla narrazione di quanto esperito all’interno del laboratorio alla comunità di riferimento. Periodo: marzo – luglio 2016.

CADENZA LABORATORIO: il laboratorio prevede 1 incontro settimanale di 2 ore che si terrà ogni mercoledì dalle 18.00 alle 20.00.

PARTECIPANTI: Il laboratorio è aperto a 20 partecipanti, dai 18 anni in su.

CREAZIONE DEL GRUPPO: Verrà formato un gruppo che mostri impegno e interesse in ambito sociale e culturale e che abbia voglia di sperimentarsi utilizzando il linguaggio del corpo, del movimento, della voce, della narrazione. Non è necessario avere competenze pregresse sul piano teatrale. In caso di iscrizioni superiori al numero dei partecipanti previsto verrà fatta una selezione sulla base della motivazione espressa nella scheda di adesione. I partecipanti verranno avvertiti entro il 29 febbraio e convocati per l’incontro di presentazione. Tale incontro servirà a raccontare il percorso e sarà il momento in cui verrà formalizzata l’iscrizione. Laddove qualche partecipante dovesse rinunciare al laboratorio, si procederà all’inserimento di altri partecipanti entro e non oltre il secondo incontro di laboratorio.

COME ISCRIVERSI: Inviare entro il 20 febbraio 2016 la scheda di adesione compilata al seguente indirizzo e-mail: associazione@tramediquartiere.org. Tale scheda è scaricabile dalla pagina web: www.tramediquartiere.org

IL LABORATORIO È GRATUITO

LUOGO: al fine di favorire la relazione diretta con il quartiere e le sue tematiche, il laboratorio si svolgerà nel quartiere San Berillo di Catania presso la Casa di Quartiere “Come Fa”, in via Opificio, 6, che gentilmente ci ospiterà nel corso dell’anno.

SCADENZE:

20 febbraio 2016 – chiusura iscrizioni

2 marzo 2016 – incontro di presentazione

9 marzo 2016 – 1° incontro laboratorio

 

Mariagiovanna Italia: operatrice di Teatro Sociale e Teatro dell’Oppresso, laureata in Lettere con un Dottorato in Letteratura italiana contemporanea, un corso di perfezionamento in Teatro Sociale e uno triennale in Teatro dell’Oppresso. Conduce un laboratorio di Teatro Sociale interculturale (LTI) permanente all’interno di Arci Melquiades, fa parte del gruppo di Teatro dell’Oppresso di Catania “Punteruolo” e collabora con la rete nazionale di TdO Giolli. Fa parte di Officina socialmeccanica con cui conduce attualmente laboratori di teatro sociale con gestanti e puerpere sul tema della maternità e con adolescenti sul tema della cittadinanza attiva. Si occupa anche di formazione per formatori, educatori e docenti sulla gestione delle dinamiche di gruppo, sui processi di comunicazione, sull’educazione non formale e sui temi dell’intercultura e dell’antimafia sociale.

Luisa Sannella: operatrice di Teatro Sociale, titolo conseguito con un Corso biennale di Alta formazione in Teatro Sociale. Laureata in Scienze Politiche indirizzo politico-sociale, e laureanda in Analisi e progettazione dei processi di sviluppo sociale economico e culturale, con una tesi sperimentale sul teatro sociale, una ricerca etnografica sul campo. Fa parte di Officina socialmeccanica con cui conduce attualmente laboratori di teatro sociale con gestanti e puerpere sul tema della maternità e con adolescenti sul tema dell’educazione, contro la dispersione e l’abbandono scolastico. Ha partecipato a team di ricerca sociale, standard e non standard, promossi dalla facoltà di Scienze Politiche di Catania, e ha collaborato alla ricerca-intervento dell’Associazione culturale Zetema – Centro studi di psicologia e psicoterapia, su temi quali l’identità, il momento presente, e l’intersoggettività.

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