Gammazita vs ristoratori su area pedonale, e non solo 1


piazzadeilibriC’è qualcosa di profondamente ignorante (nel senso dell’ignorare) nelle parole del consigliere comunale Ludovico Balsamo che si è pubblicamente espresso sulla questione di Piazza Federico di Svevia, e questa cosa ci preoccupa.

I fatti sono noti. Il circolo Arci Gammazita (o per essere più precisi un’associazione di promozione sociale regolarmente iscritta al registro nazionale delle APS in quanto circolo Arci) ha restituito, partecipando ad un regolare bando indetto dal Comune , la cosiddetta piazza alla cultura. Piazza dei libri, infatti, è un’esperienza di straordinaria socialità che ha consentito a centinaia di catanesi di poter fruire liberamente di uno spazio prima occupato abusivamente da motorini parcheggiati alla tinchitè.

Più in generale, Gammazita ha riqualificato dal basso (come amano dire loro e anche noi che siamo loro) una piazza che fino a tre anni fa era totalmente votata al degrado civile e commerciale. Già, perché in molti dimenticano (e tra i molti anche il consigliere comunale), che prima di Ursino Buskers, Piazza Dei Libri, i laboratori di giocoleria per i ragazzi di quartiere, la proiezione di film, la costante attenzione ai beni culturali dimenticati, e tanto altro, in quella piazza piena di ristoranti la “Catania bene” ci andava come chi va in un ghetto a fare visite esotiche: a mangiare rinchiudendosi nei bunker di carne arrostita, a guardare la diversità dei margini senza sporcarsi le mani, per poi scappare viscidamente dalla paura di essere derubati da qualche ceffo brutto e cattivo che sicuramente si annidava negli anfratti più remoti dei racconti benpensanti.

Se adesso Piazza Federico di Svevia è oggettivamente riqualificata, se adesso a Piazza Federico di Svevia c’è più socialità, se di questa socialità si giovano anche i locali commerciali che accolgono una clientela più rilassata ed a misura d’uomo, beh questo si deve anche ad un circolo Arci che si chiama Gammazita, che non è un attività commerciale, che si autofinanzia grazie al contributo dei soci (si quelli che bevono la birra sono soci!), che organizza attività in una piazza che si è curato di riqualificare, e restituisce, giorno dopo

giorno, pezzo dopo pezzo, dignità civile (e non commerciale) ad un quartiere le cui metamorfosi sono evidentemente sfuggite a chi, ormai eletto, non ha nemmeno cura di verificare cosa effettivamente sia un’associazione di promozione sociale, di quali siano le sue prerogative e di quali diritti goda (anche sulla base dello statuto e dei regolamenti comunali) proprio perché non ha uno scopo commerciale.

P.S. Da un accorto consigliere, ci saremmo comunque aspettati che, almeno per correttezza, avrebbe dovuto riportare la circostanza che i 10.000 euro a cui lei si riferisce sono stati anticipati da Gammazita ma non sono ancora stati erogati dal Comune di Catania, ente che lei rappresenta. Per un’associazione che vive di autofinanziamento quei soldi fanno la differenza tra chiudere/aprire.

Cordialmente,
Arci Catania


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