La puzza della benzina


Il 26 marzo scorso abbiamo avuto modo di ascoltare il commovente racconto del direttore del C.A.R.A. di Mineo. In occasione di una conferenza organizzata dall’Università di Catania presso il monastero dei Benedettini dal titolo (forse profetico) “Flussi migratori e sistemi mafiosi”, il direttore del C.A.R.A. ci ha riferito in merito alla commozione umana provata in diverse occasioni di arrivo dei migranti al centro di accoglienza: la puzza di benzina inconfondibile dei barconi, la commozione e la disperazione di chi è sfuggito a sistemi criminali ai quali si era affidato per arrivare in Italia, il tentativo di costruire una grande famiglia all’interno del centro.

Noi dell’ARCI, assieme ad altre associazioni antirazziste, eravamo lì ad ascoltare con la nostra indegna ostinazione; continuavamo a chiedere conto e ragione delle rivolte dei giorni precedenti, delle denunce informali di pratiche vessatorie all’interno del centro, del disagio di alcuni ospiti che sono piantati in mezzo al nulla della pianura calatina senza avere idea alcuna rispetto al loro futuro ed al loro presente. Noi, che avevamo già compreso quanta finta umanità si annidasse nel ricordo della puzza di benzina mischiata alla pelle nera, continuavamo a denunciare che non di accoglienza si trattasse ma di commercio, di profitto, di business. Ebbene oggi sentiamo il dovere delle scuse: adesso comprendiamo la sincerità della costernazione per quella puzza di benzina, per quell’olezzo nero e sudicio che ombreggiava e ombreggia sull’armonica convivenza di culture nel C.A.R.A. di Mineo!

Adesso siamo certi dell’abbaglio preso. Abbiamo la certezza che la gestione del C.A.R.A. di Mineo è mossa da sincera umanità. Infatti il dott. Luca Odevaine, componente del comitato di coordinamento nazionale emergenza Nord Africa e supervisore del centro di Mineo ha dichiarato: “Mo’ abbiamo raddoppiato: ci sono 4mila persone all’interno di Mineo. Non può essere sempre lo stesso importo e quindi siamo passati a 20 mila euro (…). Io da tutta questa partita ci devo tirare fuori i soldi ”.

Sappiamo anche che Luca Odeivane, per “l’importante ruolo svolto nei rapporti tra Consorzio e Ministero dell’Interno, a Roma“ (Anna Aloisi N.C.D. e attuale Sindaco di Mineo, ndr), per i racconti da lui stesso restituiti in merito ai rapporti cordiali con l’on. Castiglione che andava a prenderlo all’aeroporto e lo invitava a pranzo, per le sue frequentazioni costanti e trasversali che vanno dalla destra sociale capitolina e nazionale al Partito Democratico, per il suo coinvolgimento nell’inchiesta sulla Mafia Romana, può spiegarci bene qual’è il modello giusto per fare accoglienza.

E se per caso al dott. Luca Odeivane è capitato qualche volta di ascoltare “Tu c’hai idea quanto ce guadagno sugli immigrati? Il traffico di droga rende meno”, siamo sicuri che anche al suo animo costernato sarà tornato in mente quell’olezzo sudicio e nero, quella commovente immagine che ridesta in tutti struggenti memorie.

Noi adesso vorremmo vedere il dott. Odeivane alloggiare in un C.A.R.A. e con le stesse medesime garanzie che si è prodigato a costruire per tutti i richiedenti asilo ospiti della sua Magnanima idea di accoglienza.

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