Media4change continua a dare spazio ai Diritti Umani nel giornalismo


Iniziato nel 2013, il progetto Media4Change continua a fare il suo corso. Media4Change ha già portato a termine la metà delle attività programmate per novanta giornalisti provenienti da tredici paesi diversi che si sono riuniti allo scopo di lavorare per un giornalismo di migliore qualità. “Non possiamo mai essere completamente obiettivi, ognuno di noi ha i propri pregiudizi, i propri orientamenti e le proprie preferenze. Penso tuttavia che negli ultimi quattro giorni i giornalisti abbiano capito quanto sia importante trovare un equilibrio tra quello che pensiamo e quello che scriviamo”, dice Joy Francis.

374988_470441956365325_43413135_n-300x286Durante le tre formazioni organizzate per giovani giornalisti, giornalisti professionisti e redattori, i partecipanti hanno imparato ad identificare l’istigazione all’odio e gli stereotipi, nonché ad affrontare in modo adeguato gli argomenti legati ai gruppi di persone socialmente vulnerabili. Tutte queste formazioni hanno destato l’attenzione di molti giornalisti, i quali desideravano approfondire la loro conoscenza di questioni relative all’uguaglianza, alla diversità e ai diritti umani. I diversi partner del progetto della Lettonia, dell’Italia, della Spagna, della Bulgaria, della Gran Bretagna e della Lituania hanno partecipato alla preparazione e alla formazione dei partecipanti.

“Durante la mia indagine sull’odio legato al nazionalismo, mi sono chiesta – e ho chiesto alle persone che intervistavo – quale era l’origine dell’odio e come poteva essere espresso. Media4Change ci consente di richiamare la nostra attenzione su argomenti che vengono raramente affrontati nei media e su voci che non trovano eco nei giornali che leggiamo di solito”, spiega la giornalista Gabija Sabaliauskaitė.

Durante tutta l’estate, Media4Change si preparerà per il lancio della campagna che includerà non solo giornalisti ma anche membri della comunità locali interessate dal progetto. I giornalisti discuteranno delle questioni che i membri della comunità faranno sulla piattaforma online sui temi della xenophobia e del razzismo. E’ previsto anche che i giovani giornalisti siano formati grazie all’aiuto di professionali durante la campagna, così come sono previste anche l’apertura di un centro di documentazione e la pubblicazione di diverse inchieste giornalistiche. I giornalisti partecipanti riceveranno l’aiuto dei loro colleghi, dei partner della campagna e delle metodologie preparate per loro.

Il progetto è stato sviluppato grazie a partners provenienti da sei paesi: The Baltic Center for Investigative Journalism, Arci Catania, TDM International, Concordia International Group, International Initiatives for Cooperation, Center for Economic Development, International Development Alliance, Media Diversity Institute, Civic Association for Communication and Education Sophia.

Media4Change fa parte del progetto “Journalism – The address of Human Rights” (“Giornalismo – Casa dei Diritti Umani”).

Articolo tratto dal sito di Media4change:

http://www.media4change.co/news/media4change-continuing-find-righful-place-human-rights-journalism/

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