l cinema Midulla come Metafora


“Il più grande peccato della Sicilia è stato ed è sempre quello di
non credere nelle idee.

Qui, che le idee muovono il mondo non si è
mai creduto. Ci sono naturalmente delle ragioni, delle ragioni di
storia, delle ragioni di esperienze. Però è questo che ha impedito
sempre alla Sicilia di andare avanti. Il credere che il mondo non
potrà mai essere diverso da come è stato. Ora siccome questa
sfiducia nelle idee, anzi questa mancanza di idee, ormai si proietta
su tutto il mondo. In questo senso per me la Sicilia ne è diventato
la metafora. “

Prendiamo intenzionalmente in prestito le parole di Leonardo Sciascia per rilanciare una denuncia che a nostro parere racconta di una vicenda davvero grottesca. Apprendiamo in questi concitati giorni che l’amministrazione Bianco ha deciso di provvedere all’assegnazione provvisoria del cinema Midulla alla Banda Falcone Borsellino legata alla Fondazione città invisibile.

È ormai noto come sul cinema Midulla i riflettori si siano riaccesi dopo innumerevoli denunce di degrado e di abbandono. Altrettanto noto che Arci Catania aveva già presentato una richiesta di
assegnazione del bene abbandonato per la realizzazione di un centro per lo sviluppo associativo e per le politiche giovanili. Una sapiente regia comunicativa ha restituito l’intera vicenda in termini ingiustificatamente conflittuali: da una parte il comitato territoriale di Arci Catania che pietiva l’assegnazione di un bene, dall’altra la banda Falcone e Borsellino che, avendo perso l’ordinario luogo di aggregazione, si rivolgeva al comune di Catania perché provvedesse a “salvare” un’esperienza significativa di educazione alla legalità.

Una così esemplificata rappresentazione, oltre ad essere radicalmente falsa, oltre a generare una utilissima contrapposizione tra importanti realtà, nasconde un problema di fondo: l’incapacità
progettuale delle istituzioni di fronte alle legittime richieste del mondo dell’associazionismo.

L’aggregazione giovanile, la promozione dei diritti e la produzione di attività culturali e politiche connesse sono questioni serie che meritano di essere raccontate con la forza della verità. Ad oggi
tutte le associazioni che non mirano al profitto economico si trovano ad affrontare l’enorme tema degli spazi perchè di spazi vivono. Se la fruizione degli spazi è subordinata alla legge del profitto, agli affitti da pagare, ai balzelli pubblici inutili da versare, allora l’intera vita delle associazioni è costretta a snaturarsi. A fronte di questo esiste una cospicua quantità di beni pubblici immediatamente utilizzabili: dai beni confiscati alla mafia, agli immobili di proprietà del comune, della regione e della provincia completamente sfitti, si contano centinaia di locali inutilizzati che potrebbero essere da subito assegnati per implementare gli importanti servizi che attraverso l’associazionismo trovano la loro realizzazione. Per questa ragione riteniamo che l’atteggiamento tenuto in questa fase dall’amministrazione Bianco sia assolutamente inadeguato.

La portata del problema è troppo ampia per essere affrontata in maniera contingente ed episodica. Il dato dell’emergenza sugli spazi assume una portata eccezionale solo perchè non esiste, in atto, un
piano strategico di fruizione sociale dei beni pubblici, non esistono idee. La vicenda del cinema Midulla rappresenta un caso emblematico: all’assegnazione provvisoria si è arrivati o si arrivarà solo perhè le associazioni sono state costrette ad intraprendere lunghe azioni di protesta. Per questa via tutto ha il sapore della magnanima concessione ai più bisognosi e non del riconoscimento di un diritto.  Esiste un solo modo perchè tutto fuoriesca dalla surreale logica dell’emergenza e rientri nella normale logica dell’esercizio democratico dei diritti.
Chiediamo con forza che l’amministrazione censisca tutti i beni immediatamente fruibili di sua proprietà che insistono nel comune di Catania, che individui delle procedure pubbliche di assegnazione alle associazioni e che tali assegnazioni non seguano logiche emergenziali ma siano ispirate da una idea di sviluppo associativo concertato con tutte le associazioni o i gruppi informali che chiedono la fruizione di spazi pubblici.
In altre parole chiediamo che le istituzioni, per una volta, investano nelle idee dei cittadini in maniera convinta, decisa e definitiva.

 

 

 

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.