Pestaggio di Piazza Nettuno 1


Prima di esprimere la nostra solidarietà a Raffaele Dj, picchiato dai paninari a Piazza Nettuno domenica scorsa, ci sentiamo in dovere di svolgere qualche considerazione su quello che sta accadendo in questa città.

Il degrado della situazione sociale ed economica è in spaventosa progressione: la disoccupazione aumenta, aumentano le condizioni di povertà economica diffusa, aumentano le condizioni di sfruttamento, aumenta la dispersione scolastica, aumenta l’aggregazione mafiosa ed i conseguenti atteggiamenti para-mafiosi, aumenta il razzismo, aumentano le imposizioni di tasse.

A diminuire invece sono i servizi offerti su tutti i fronti. L’università degradata ad ateneo di serie B e con imposizioni di tasse insostenibili, servizi municipali di welfare   inconsistenti, servizio sanitario pubblico carente di personale ed in balia di tagli irresponsabili, Tribunali con un carico di lavoro inusitato che ingessa qualunque prospettiva relativa alla difesa dei diritti (compresi quelli a tutela del lavoro o della famiglia), offerta culturale appannaggio di pochi coraggiosi che, senza fondi, temerariamente, decidono di rimanere e non emigrare e, per finire, migranti disperati, in fuga da guerre e distruzione, ridotti in condizione di schiavitù (ci riferiamo con cognizione di causa al caporalato diffuso ed alle ormai tristi tangenziali del sesso a pagamento).

In questo contesto gli attori sociali che continuano a porre il problema della vivibilità e della promozione sociale (come Ruote Libere, ad esempio) non possono che risentire delle innumerevoli contraddizioni generate da un progetto politico sbagliato che si articola su diversi livelli (da quello municipale a quello europeo).

Si tratta di un progetto politico che impone agli enti pubblici di comportarsi come privati seguendo logiche di profitto e di guadagno. Ogni settore della vita pubblica è pervaso ormai da questa logica: i ticket sanitari sempre più cari, gli asili nidi che chiudono, gli spazi pubblici fruibili a pagamento non sono che un breve elenco che potrebbe riempire tomi enciclopedici.

Cosa ci si aspetta in questo quadro se non la barbarie?

Chi si pone il problema della vivibilità in questo Paese, in questa Regione ed in questa Città deve porsi già strutturalmente il problema dell’arretramento dei diritti e conseguenzialmente comprendere che il pestaggio di Raffaele ad opera dei paninari è frutto di questa enorme contraddizione che insiste nel voler gestire la cosa pubblica come un’impresa.

Ruote libere pone il problema oggettivo della fruibilità dei servizi di viabilità a Catania (cioè pone il problema dell’esercizio di un diritto). Lo pone con una pratica che le è propria: la riappropriazione dello spazio pubblico e fisico a fronte dell’inesistenza di piste ciclabili. La tematizzazione di una simile questione non può essere affrontata da parte degli enti pubblici preposti come farebbe un’associazione qualunque, con il semplice avallo di un’iniziativa mediatica, con l’evento una tantum. L’azione degli enti pubblici dovrebbe al contrario affrontare la questione della fruibilità degli spazi pubblici in maniera organica. Se non lo fa, non solo è inutile nel senso che non compie la missione che le è propria, ma è anche controproducente poiché ci espone al rischio dello scontro tra poveri: come si fa a spiegare al paninaro che il Comune di Catania dipinge di blu e mette a profitto tutte le strisce dei parcheggi esistenti in città, impone balzelli per la fruibilità degli spazi sociali, trasforma i servizi in mercati e poi invece chiude il lungomare d’imperio per dimostrare a televisioni e giornali che è sensibile alla questione della fruibilità degli spazi pubblici? Che coerenza ha questo messaggio? Come può essere compreso da chi già, per condizione sociale, annaspa la vita nutrendo un’incontrollabile, atavica ed a volte giustificata sfiducia verso lo Stato?

Ed a proposito di Stato sorge anche un’ulteriore domanda: dove si trovavano le forze dell’ordine quando Raffaele è stato picchiato atteso che, a nostra memoria, sono sempre state attente e solerti nel modificare il percorso di manifestazioni e/o presidi per questioni di ordine pubblico?

Rimane poi il dato della condanna, senza mezzi termini, dell’aggressione subita da Raffaele a cui va tutta la nostra incondizionata solidarietà.

Dario Pruiti

Presidente Arci Catania

 

 

Arci Comitato Territoriale Catania

Piazza Carlo Alberto 47

95129 Catania

tel 095 8207675

fax 0952937702

catania@arci.it

www.arcicatania.org


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One thought on “Pestaggio di Piazza Nettuno

  • Ferrarotto Concetto

    Condivido, ottima analisi. In particolare, condivido ed ero già della stessa idea a proposito della valenza meramente mediatica dell’assenso reso dall’Amministrazione all’iniziativa di Ruote Libere. La riprova, comica, è stata la passeggiata in bici dei sindaci di Acicastello e Catania per promuovere(contro sé stessi) una pista ciclabile da CT ad Acitrezza !