Unioni Civili: Soddisfatti e Minacciati


 

 

Soddisfazione, nel suo significato più stringente, è lo stato d’animo conseguente all’aver ricevuto abbastanza. In qualche misura l’inizio di questa settimana ci lascia con la positiva sensazione di aver ricevuto quello che questa città, su tema del riconoscimento dei diritti, meritava: l’approvazione del registro delle Unioni Civili. In questo possiamo ritenerci soddisfatti. Si tratta di un atto politico significativo che traccia una direzione giusta (peraltro già inaugurata, in provincia di Catania,dall’amministrazione di Palagonia).Conosciamo bene i termini del dibattito per aver sostenuto le azioni del Comitato Civico per i diritti Civili, per aver partecipato, insieme alle compagne ed i compagni di Arcigay “QueeRevolution” Catania, agli incontri con le sottocommissioni delle municipalità. Abbiamo contezza dei pregiudizi superati e di quelli ancora rimasti in campo. Tuttavia quel voto espresso da un consiglio comunale – purtroppo tristemente frammentato anche tra la maggioranza- restituisce una conquista per tutti e tutte. Le ultime ore ci consegnano però anche un’altra parola significativa: minaccia, ovvero la prospettiva di un azione in grado di fare del male. Le agenzie di stampa riportano infatti di una relazione tra le ultime minacce ricevute dal sindaco Enzo Bianco e l’approvazione del registro delle unioni civili. Se la notizia fosse confermata, oltre alla ferma condanna dell’accaduto e la più curata solidariatà che esprimiamo in maniera decisa, ci sentiamo anche in dovere di rivolgere un invito a tutte le forze politiche rappresentate nelle istituzioni cittadine. La Storia della nostra terra ci insegna che il modo migliore per rispondere a tutte le intimidazioni sia la pratica del coraggio. Ed è per questo che vi invitiamo ad implementare coraggiosamente le azioni di sostegno alle organizzazioni che si occupano della promozione dei diritti, dell’antirazzismo e lottano contro ogni forma di discriminazione, compresa quella di genere.È indispensabile un piano strutturale che consenta a questa città di progettare in maniera coordinata spazi e luoghi, pubblici e laici, dove sia possibile praticare l’autonomia delle idee, l’autorganizzazione dei gruppi, l’emancipazione culturale e democratica contro ogni forma di oppressione. È indispensabile costruire la prospettiva di una società dove le nostre soddisfazioni non siano più adombrate dalle minacce.

 

ARCI Comitato Territoriale di Catania


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