Quei compagni sono il collettivo Aleph, ed il posto dove i cuori ballano è l’ex-Collegio dei Gesuiti.


C’è un posto a Catania dove da qualche giorno si balla col cuore. È uno di quei posti dove la gente sorride, ha voglia di vivere, coltiva la certezza di un mondo migliore. Si tratta di uno di quei posti che il coraggio di alcuni compagni di strada ha fatto rivivere. Era stato chiuso qualche tempo fa. Prima c’era una scuola, poi un ammasso di incuria, adesso c’è speranza . Ma non si tratta di una speranza isolata come quella a cui vogliono costringerci con lo stato di crisi permanente. Questa volta è una speranza definita e collettiva che ha il merito di mettere al centro della pista la questione degli spazi sociali. Alcuni la chiamano occupazione storcendo il naso. Altri la chiamano occupazione con un moto di sincera soddisfazione. Noi preferiamo raccontare che semplicemente ne avevamo bisogno di un posto così. Ne avevamo un sincero, maledetto bisogno come si ha bisogno della terra per coltivare. E se oggi qualcuno, in questa città, è appena un po’ più consapevole che mancano spazi di aggregazione, manca reddito, mancano piani di spesa sociale, manca un freno agli sprechi è proprio perchè alcuni compagni hanno risposto, a modo loro, a questo bisogno. Quei compagni sono il collettivo Aleph, ed il posto dove i cuori ballano è l’ex-Collegio dei Gesuiti.

Ai compagni del collettivo va la nostra più complice solidarietà.
Grazie!!!

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