Cosa sono i C.I.E.? Informarsi.


 

Istituiti nel 1998 dalla legge sull’immigrazione Turco Napolitano (art. 12 della legge 40/1998), i Centri di Permanenza Temporanea, oggi denominati CIE (Centri di identificazione ed espulsione) sono strutture detentive dove vengono reclusi i cittadini stranieri sprovvisti di regolare titolo di soggiorno.
In base all’art. 14 del T.U. 286/1998, come successivamente modificato dalla legge Bossi Fini (L 189/2002), dalò Pacchetto Sicurezza (L 94/2009) e dal decreto di recepimento della Direttiva Rimpatri (L 129/2011), il trattenimento nei CIE viene disposto dal Questore per un tempo di 30 giorni, prorogabile per un massimo totale di 18 mesi “quando non sia possibile eseguire con immediatezza l’espulsione mediante accompagnamento alla frontiera o il respingimento, a causa di situazioni transitorie che ostacolano la preparazione del rimpatrio o l’effettuazione dell’allontanamento…”.
Nonostante i cittadini stranieri si trovino all’interno dei CIE con lo status di trattenuti o ospiti, la loro permanenza nella struttura corrisponde di fatto ad una detenzione, in quanto sono privati della libertà personale e sono sottoposti ad un regime di coercizione che, tra le altre cose, impedisce loro di ricevere visite e di far valere il fondamentale diritto alla difesa legale.
I CIE inaugurano in Italia lo stato della detenzione amministrativa, sottoponendo a regime di privazione della libertà personale individui che hanno violato una disposizione amministrativa, come quella del necessario possesso di permesso di soggiorno.
Il funzionamento dei CIE è di competenza del Prefetto, che affida i servizi di gestione della struttura a soggetti privati, responsabili del rapporto con i detenuti e del funzionamento materiale del centro. Le forze dell’ordine presidiano lo spazio esterno delle strutture e possono entrare nelle zone dove vivono i detenuti solo su richiesta degli enti gestori in casi eccezzionali e di emergenza anche se di fatto questo si verifica quotidianamente.

Ma i CIE in Italia non sono gli unici luoghi di confinamento dei migranti. CARA, CPA, CPSA, disegnano una mappa più articolata di luoghi di approdo ed attesa.

Secondo il Ministero dell’Interno le struttre complessivamente attive nella penisola, a cui vanno aggiunte le struttre temporaneamente adibite all’accoglienza o al trattenimento, sono:

CDA (Centri Di Accoglienza)
- Agrigento, Lampedusa – 381 posti (Centro di primo soccorso e accoglienza)
- Cagliari, Elmas – 220 posti (Centro di primo soccorso e accoglienza)
- Caltanissetta, Contrada Pian del Lago – 360 posti (CDA)
- Lecce – Otranto (Centro di primissima accoglienza)
- Ragusa Pozzallo (Centro di primo soccorso e accoglienza) – 172 Posti

CARA (Centri Accoglienza Richiedenti Asilo)
- Bari Palese, Area Aeroportuale – 744 posti
- Brindisi, Restinco – 128 posti
- Caltanissetta, Contrada Pian del Lago – 96 posti
- Crotone, località Sant’Anna – 875 posti
- Foggia, Borgo Mezzanone – 856 posti
- Gorizia, Gradisca d’Isonzo – 138 posti
- Roma, Castelnuovo di Porto – 650 posti
- Trapani, Salina Grande – 260 posti
Vengono utilizzati per le finalità sia centri di accoglienza (CDA) che di centri di accoglienza per richiedenti asilo (CARA) i centri di Ancona, Bari, Brindisi, Crotone, Foggia

CIE (Centri di Identificazione ed espulsione)
- Bari Palese, area aeroportuale – 196 posti
- Bologna, Caserma Chiarini – 95 posti
- Brindisi, Loc. Restinco – 83 posti
- Caltanissetta, Contrada Pian del Lago – 96 posti
- Catanzaro, Lamezia Terme – 80 posti
- Crotone, S. Anna – 124 posti
- Gorizia, Gradisca d’Isonzo – 248 posti
- Milano, Via Corelli – 132 posti
- Modena, Località Sant’Anna – 60 posti
- Roma, Ponte Galeria – 360 posti
- Torino, Corso Brunelleschi – 180 posti
- Trapani, Serraino Vulpitta – 43 posti
- Trapani, loc Milo – 204 posti

 

da http://www.meltingpot.org/articolo7137.html

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